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Olindo Guerrini – Un Poeta da ricordare

olindo guerrini

Giovedì 26 luglio alle ore 21,00 nell’Auditorium G. Di Stefano di Marina di Ravenna (Centro Civico, Piazza Marinai d’Italia), si terrà la XXIII edizione della rassegna Un Poeta da ricordare a cura di Walter Della Monica, quest’anno dedicata alla figura di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti) letterato e poeta tra i più popolari dei “minori” del suo tempo.

Alla serata interverranno Anna De Lutiis e Roberto Casalini, con letture di Gianfranco Tondini.

Olindo Guerrini nacque nel 1845, casualmente in un borgo vicino a Forlì, da famiglia originaria e residente a Sant’Alberto di Ravenna, dove il padre faceva il farmacista. Studiò a Ravenna e a Torino. Visse prevalentemente a Bologna, dove si laureò in Legge e in Lettere ricoprendo in seguito l’incarico di bibliotecario di quell’Università.
Mantenne sempre uno stretto collegamento con la Romagna, impegnandosi anche nella politica attiva come consigliere comunale a Ravenna e a Bologna. Con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti pubblicò nel 1877 la raccolta di liriche Postuma, fingendoli versi di un giovane cugino morto di tisi. Il volume, unendo il gusto goliardico per lo scherzo a quello macabro dai toni erotici o blasfemi, fu uno dei più grandi successi dell’epoca e suscitò curiosità e interesse (anche dell’amico Giosué Carducci) e grande scandalo, soprattutto quando si scoprì la vera identità dell’autore. Il quale, l’anno dopo, pubblicò col proprio nome le raccolte Polemica e Nuova Polemica, nelle quali appaiono il suo convinto anticlericalismo e la sua avversione verso il neoromanticismo, eleggendo a suo stile ideale la schiettezza e la sincerità, libere da ogni freno moralistico.
Nel 1882, in collaborazione con l’amico ravennate Corrado Ricci, scrisse il poema burlesco Giobbe, parodia polemica contro la retorica dei versi del poeta Mario Rapisardi, notissimo a quell’epoca e oggi del tutto dimenticato.
Gradevoli pagine autobiografiche si trovano nei racconti Brani di vita o Brandelli, mentre restano notevoli e ancora molto popolari in Romagna, ma particolarmente a Ravenna e dintorni, i suoi Sonetti romagnoli, pubblicati postumi nel 1920. Con versi dialettali molto efficaci e pieni di colore, vengono rappresentati tipi, figure, fatti e burle della Romagna di quel tempo, facendo emergere con scanzonata trasgressività e libertà verbale la psicologia della gente della sua terra, anche se con qualche alterazione e forzatura.

Per dare un’immagine più completa di questa singolare figura di letterato, occorre anche dire che le carte, le lettere familiari e i cimeli di Stecchetti che tuttora si conservano nella Biblioteca Oriani di Ravenna, testimonierebbero a favore di un uomo tutt’altro che trasgressivo, anzi morigerato, tutto biblioteca e famiglia (fors’anche preghiera, chissà!), con la passione per la bicicletta, la fotografia, le pipe, ecc. E allora, chi era veramente questo spirito bizzarro, contradditorio e ancora oggi ravegnanamente spassoso?
Morì a Bologna nel 1916.

Walter Della Monica

La rassegna è promossa da Capit Ravenna in collaborazione con la Pro Loco di Marina di Ravenna, i patrocini di Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Ravenna e il sostegno della Banca di Credito Cooperativo ravennate, forlivese e imolese.

Ingresso libero.